Friday, January 24, 2014

Approfondimento sugli oli essenziali. Quale è la differenza tra 'essenza' ed oli essenziale?

Ciao a tutti, scusate la lunga pausa, ma questo blog ha lo scopo di raccogliere ricette ed 'esperimenti di spignatto' relativi al make up e non solo, con approfondimenti tratti da testi specifici.



Gli oli essenziali, sono allergizzanti? Quale è la differenza tra un olio essenziale ed un essenza?



      Alcune molecole contenute negli oli essenziali sono state considerate potenzialmente allergizzanti. Per approfondire la conoscenza degli oli essenziali  vorrei fare riferimento e citare un interessante testo che mi è capitato tra le mani e che consiglio a coloro che si vogliono avvicinare al mondo erboristico per  realizzare da soli semplici preparazioni cosmetiche: Lucilla Satanassi, Hubert Bösch, Manuale di fiori ed erbe, Humus Edizioni. Il testo fa un iniziale breve escursus sullachimica della cosmesi’ e in particolar modo sugli ingredienti di sintesi contenuti in molti cosmetici: paraffine, PEG E PPG, profumi sintetici, tensioattivi aggressivi (SLS, SLES), conservanti cessori di formaldeide eccetera, eccetera, tutte sostanze, e l’elenco è lungo, che oltre ad essere oggetto di studi e discussioni  sui loro possibili  effetti nocivi sull’organismo (imidazolidinyl urea per citarne una) si accumulano inevitabilmente nell’organismo. «Un allergizzante non necessariamente causa allergie in tutte le persone e tanto meno si manifesta dopo l’uso, ma dopo un certo lasso di tempo più o meno lungo di uso frequente», continuo citando il testo, «abbiamo notato che le persone allergiche agli oli essenziali spesso sono intossicate con sostanze chimiche  e l’allergia agli oli essenziali  si è sviluppata in seguito a un allergia  ai prodotti di sintesi». Naturalmente non viene negato il fatto che le sostanze naturali possano essere allergizzanti, che abbiano controindicazioni o effetti collaterali soprattutto quando si eccede nel loro dosaggio, soprattutto se assunti per via orale, ma sicuramente un accumulo precedente di sostanze potenzialmente allergizzanti, contribuisce  a favorire lo scatenarsi di  una possibile reazione allergica, la «probabilità è più alta se l’organismo è sensibilizzato da prodotti di sintesi».  Gli oli essenziali debbono essere puri ed utilizzati nel dosaggio indicato senza eccedere, di solito solo poche gocce, alcuni oli essenziali sono adatti anche per un uso interno, ma fate attenzione all'etichetta, deve essere sempre indicato. 

Quale è la differenza tra olio essenziale ed essenza? Sono la stessa cosa?

Mi è capitato molte volte si cercare nelle erboristerie un particolare olio essenziale, e di imbattermi in flaconcini con la scritta ‘essenza’, ‘aroma’, estratto’, attenzione non è la stessa cosa, determinati termini vengono usati in modo indiscriminato solamente per evocare il prodotto naturale, ma di naturale non hanno proprio nulla. Sapevate che per ogni olio essenziale esiste un’essenza sintetica? Sapevate che «da gran parte di fiori e frutti non si riesce ad estrarre l’olio essenziale»? Il «mughetto, mela verde, pesca, muschio bianco sono tutte essenze sintetiche» . Le essenze sintetiche sono state create in laboratorio per ridurre i costi ed avere un prodotto simile dal punto di vista organolettico,   ed inoltre «le essenze sintetiche sono nocive ed alcune si accumulano nell’organismo». Il testo invita anche a fare attenzione «a non usare oli essenziali frazionati», cioè un olio essenziale diluito con essenza sintetica. È possibile distinguerli? Sicuramente  bisogna allenare un po’ l’olfatto, ma ad un esperto la differenza non può sfuggire. Quindi prestate sempre attenzione all’etichetta, al costo, l’essenza ha un costo di almeno la metà rispetto all’olio essenziale, diffidate di «chi  offre tutti gli oli essenziali allo stesso prezzo oppure molto più basso rispetto ai prezzi concorrenti», non scegliete ditte che commercializzano anche le essenze sintetiche, prestare attenzione è la nostra ‘migliore arma’.


Monday, December 16, 2013

Ricette a confronto: matita occhi

Vorrei proporvi di mettere a confronto alcune delle ricette per la realizzazione delle matite occhi che ho trovato su internet e in testi specifici, sicuramente mi saranno sfuggite altre ricette, potete segnalarmele o se le avete realizzate potete darmi il vostro giudizio.
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Naturalmente Lalla

0,8g. cera candellilla
0,7g. burro di karitè
0,5g. burro di cacao
0,5g. cera carnauba
1g. olio di riso
0,3g. ossido del colore desiderato
0,6g. mica colore scelto

Ricetta tratta da l'angolo di Lola

0,8g. kokum burro
0,4g. burro di cacao
0,8g. cera candelilla
0,3g. cera carnauba
1g. olio di avocado
1,8g. ossido nero

Faby Erre
1 cucchiaio olio di jojoba
1/2 cucchiaio di magnesio stereato
0,75g. burro di cacao
0,50g. cera d'api bianca
0,40g. cera candelilla
poco+di 1/2 cucchiaio di mica

Ricetta Aroma Zone

1,3g. kokum burro
1g. cera candelilla
0,3g. cera carnauba
1,8g. olio di calendula

Ricetta Sophie Macheteau

0,6g. olio di jojoba
0,6g. olio di ricino
0,6g. terra nera delle Indie
0,16g. cera carnauba
0,16g. acido stearico vegetale
0,06g. phytokeratina
1 goccia di vitamina E




Tuesday, December 3, 2013

Come si ricava dalle foglie il gel 'prezioso' di aloe

Parliamo di...Aloe vera



Parliamo della pianta.

L'aloe è una pianta grassa originaria dell'Africa centrale, ne esistono numerose specie, circa 250, l'aloe vera viene utilizzata da millenni per le sue proprietà curative, lenitive e cicatrizzanti, idratanti, rigeneranti, purificanti ed astringenti. La pianta deve avere almeno 3 anni per utilizzarne il succo a scopo cosmetico, se invece volete berne il prezioso nettare la vostra pianta dovrà avere almeno 5 anni. Come coltivarla? Ama il terreno sabbioso ed il vaso non troppo grande, non esagerate con le innaffiature; d'estate va riposta in una posizione ombreggiata, evitate il sole diretto causa danneggiamenti alle foglie. Teme il gelo e muore sotto  0°C , quindi d'inverno riponetela in casa. La sua temperatura di sviluppo si aggira intorno ai 20-25°C, quindi continuerà a crescere anche all'interno dell'ambiente domestico. 



Come si ricava il gel dalle foglie

Si utilizzano le foglie alla base della pianta cioè le foglie più vecchie. Delicatamente si separano dalla pianta, vedrete che non ci sarà bisogno di tagliarle, si distaccano facilmente.



 Prendete la foglia ed eliminate gli spini presenti lateralmente, prima sopra poi sotto.
Procedete eliminando la parte esterna della foglia in modo da separarla dal gel.


 Quando avrete finito noterete una sostanza trasparente gelatinosa: il prezioso gel di aloe
 Separate il gel dalla foglia con un cucchiaio, mettetelo in un contenitore e rompete il gel compatto utilizzando un frullatore ad immersione.
 Passatelo attraverso un tessuto a trama larga per togliere le parti fibrose.
 Strizzate il tutto ed otterrete il succo dalla consistenza è appena viscosa.


Come utilizzare il gel di aloe
Potete utilizzare il gel direttamente nei vostri cosmetici, ricordandovi di aggiungere il conservante.
Se pensate di non utilizzarlo in tempi brevi potete conservarlo in modo semplice e senza conservanti: in una bottiglia a chiusura ermetica mescolate il gel di aloe alla glicerina vegetale in rapporto 1:1 e vedrete che si conserverà per molto tempo.

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Wednesday, November 27, 2013

La ricetta per realizzare un burrocacao nutriente ed emolliente al profumo di rosa

Questa ricetta è molto semplice, il burrocacao può essere colorato con gli ossidi  ed utilizzato come rossetto, lascia le labbra morbide, dura a lungo e non presenta grumi. Provare per credere!

Quantità per uno stick di 6g

2,82g. olio di jojoba
1,26g. olio di albicocca
0,24g. olio di ricino
1,5g. cera d'api
0,06g. cera di rosa (facoltativo)
1 goccia di Vitamina E

+eventuali pigmenti quantità minima 0,60g. (per scegliere i colori andate alla pagina ricette colori rossetti)



Procedimento



  • Pesate i vari ingredienti indicati nella ricetta: cera, oli e burri



  • Sciogliete le cere insieme agli oli a bagnomaria, una volta sciolte completamente, togliete il contenitore dal fuoco.








  • Aggiungere la vitamina E (conservante) e mescolate, poi rapidamente versate il contenuto nello stick. 
  • Dopo un pò di tempo noterete che superficialmente si formerà una depressione, aggiungete un altro pò di prodotto per pareggiare, se si è addensato, scaldatelo appena per renderlo fluido. 
  • Lasciate raffreddare il tutto a temperatura ambiente per qualche ora.
Conservazione: il prodotto può conservarsi per almeno 3 mesi in contenitori adeguati e deve essere tenuto lontano da fonti di luce e calore.
Precauzioni: utilizzare guanti monouso durante la manipolazione dei prodotti per garantire un ambiente il più possibile igienico, utilizzare attrezzature adeguate (pinze) per evitare scottature.






Thursday, November 21, 2013

Il fondotinta. Come sceglierlo e come applicarlo.

Il Fondotinta

Rappresenta un vero e proprio trattamento della pelle, deve avere la funzione di uniformate l’incarnato e creare una base idonea per ricevere il trucco. Posso fare una prima generale distinzione dei  fondotinta in base alla loro solubilità: ne esistono di liposolubili, a base grassa, resistenti all’acqua ed idrosolubili si tratta di emulsioni di oli in acqua. In commercio vengono venduti in forma fluida, cremosa, compatta in polvere, in polvere minerale libera, nello schema sottostante trovate tutte le caratteristiche.
Come scegliere il colore del fondotinta giusto?
Bisogna osservare tre ‘parametri’:
Il colore dell’incarnato
Il tipo di pelle
Il grado di copertura del fondotinta


Tipo di fondotinta
Descrizione
Per quali pelle sono indicati
Formulazione
Fluido
I pigmenti colorati sono sospesi all’interno di un’emulsione Di solito la coprenza è medio bassa
Tutti i tipi di pelle, meglio se ‘oil free’ per le pelli grasse
Sistema bifasico
Emulsione A/O oppure O/A
Pigmenti: ossido di ferro giallo, rosso e nero, biossido di titanio, si possono usare anche le terre (non mescolate agli ossidi)
In crema
La coprenza è diversa da prodotto a prodotto e dipende dalla quantità di pigmento contenuto.
Per le pelli secche
Sistema monofasico (oli e burri ) il tutto addensato con cere (d’api, candelilla e carnauba)+ pigmenti
Compatto in polvere

Sconsigliato alle pelli secche
Sistema monobasico composto da  oli, burri utilizzati per compattare le polveri, da pigmenti, ma anche da
Minerale in polvere libera
Bassa coprenza
Generalmente per tutti i tipi di pelle, per le pelli secche usare una crema idratante adatta.
Indicato per le pelli miste e grasse.
Sistema monobasico, composto da pigmenti  ed ingredienti in polvere che ne favoriscono l’aderenza alla pelle (amido di riso, magnesio stereato)



Il colore dell’incarnato è la risultato dell’unione in quantità diverse di tre colori primari: il rosso, il giallo ed il blu. Se predominano il giallo+blu (insieme formano il verde) la carnagione avrà un sottotono olivastro, se prevale il rosso, la vostra carnagione sarà rosata, se invece prevale il giallo+rosso (mescolati insieme formano l’arancio) il vostro sottotono è indubbiamente dorato. 

Come capire quale è il vostro il sottotono?
Sotto la luce naturale osservate quelle parti del vostro corpo che difficilmente si abbronzano come il polso ed il collo, se traspare una sfumatura rosata potete affermare con sicurezza che il vostro sottotono è rosato, se non la notate, il vostro sottotono può essere dorato o olivastro. Il secondo è facile da individuare perché tende al verde, quindi ad una tonalità fredda.
A questo punto dopo aver individuato il sottotono potete fare una prima selezione dei fondotinta.
Se avete la carnagione rosata il vostro fondotinta dovrà tendere al verde (il verde è complementare del rosso), se avete la carnagione olivastra il fondotinta rosato fa al caso vostro (il rosso è complementare del verde) e se avete la carnagione dorata il fondotinta beige (cioè tendente al blu, complementare dell’arancio) è perfetto per voi.
Dopo aver individuato la tonalità di fondotinta giusta, prima di realizzarlo o acquistarlo, dovete tenere conto di un'altra variabile, la gradazione della vostra pelle: chiara, media, scura. Quindi, riassumendo, se avete la pelle rosata, il vostro incarnato potrebbe essere rosato chiaro, medio o scuro. Ricordatevi che il fondotinta può essere al massimo una tonalità più chiara o più scura del vostro incarnato, perché non dobbiamo ottenere un effetto abbronzato (potete ottenerlo poi con delle terre, ma senza esagerare), ma uniformare l’incarnato, la pelle deve apparire levigata e luminosa.

Come si applica il fondotinta in fluido, in crema o compatto?
Se volete un risultato impeccabile e professionale non usate le dita (il sebo presente sui polpastrelli si può mescolare con il prodotto), ma la spugnetta in lattice, preferibilmente di forma triangolare per facilitare l’applicazione anche nei punti più difficili. Il fondotinta va applicato su tutto il viso in modo uniforme e se si tratta di un fondotinta fluido o in crema, alla fine deve essere fissato ed opacizzato con la cipria, questo accorgimento permette una maggiore durata del prodotto (per approfondimenti vedi pagina sulla cipria)
Per i fondotinta in polvere libera utilizzate gli appositi pennelli specifici  come ad es. il Kabuki.




Consigli.
Nei mesi invernali preferite un fondotinta fluido o in crema perché è più coprente e vi aiuta a proteggervi dagli agenti atmosferici, in estate, il caldo porta la pelle a secernere più sebo, allora preferite formulazioni ‘oil-free’ o fondotinta in polvere.




Thursday, November 14, 2013

Come scegliere il correttore adatto, quando applicarlo e come applicarlo.

I correttori

La funzione dei correttori è quella di eliminare o attenuare le discromie che il solo uso del fondotinta non riuscirebbe a coprire, infatti la caratteristica di questi prodotti è quella di essere formulati con un’alta concentrazione di pigmenti che ne determinano l’alta coprenza.
Quali sono le forme di correttori commercializzate?
In crema-sono adatti alla zona perioculare ed indicati per la pelle sottile e sensibile, alta coprenza.
Compatti- sono molto coprenti e sono adatti al resto del viso.
Fluidi- sono meno coprenti, ma l’effetto finale è sicuramente più naturale.
In polvere libera- sono meno coprenti e sono più adatti alle pelli grasse.

Come scegliere il colore di correttore?
Il colore va scelto in base al tipo di discromia da correggere, per fare questa scelta bisogna sempre tenere presente la teoria della complementarietà dei colori (vedi approfondimento ‘la teoria dei colori’). La riassumo brevemente.


Correttore
Discromia
Principio colori complementari
Consigli sull’uso
Verde
Couperose o acne
Il verde è complementare del rosso
Usare poco prodotto, il verde deve correggere e non si deve notare
Correttore lilla
Macchie brune e senili
Il viola è complementare del giallo
Non esagerate con il prodotto.
Correttore
con sottotono aranciato
Occhiaie blu- violacee
L’arancio
è complementare del blu
Non usate colori chiarissimi, se il colore è giusto, le vostre occhiaie verranno attenuate. Per occhiaie pronunciate il correttore deve essere molto aranciato.

Quando applicare il correttore?
Prima del fondotinta, pensate al correttore verde, se venisse applicato dopo il fondotinta si noterebbe il colore verde.


Come applicare il correttore?
Lo applichiamo con un pennellino tutto attorno all'occhio (zona perioculare), non soltanto sull'occhiaia, infatti se notate la palpebra non ha un colore uniforme, le differenze cromatiche potrebbero rendere non uniforme il colore del nostro ombretto. Utilizziamo la spugnetta per sfumare e saturare il correttore, la picchiettiamo nella zona trattata molto delicatamente, non sfreghiamola per evitare di asportare il prodotto.


Applicazione del correttore verde

Come applicare il correttore per occhiaie

Il correttore utilizzato è il correttore medio della palette di correttori



Iniziare dall'angolo interno dell'occhio e procedere verso l'esterno


Sempre procedendo dall'interno verso l'esterno applicare il prodotto sia sulla palpebra mobile che fissa






Distribuire e saturare il prodotto con la spugnetta picchiettando delicatamente in tutta la zona perioculare per sfumare il prodotto.
Procedere con l'applicazione del fondotinta ed  fissare il tutto con la cipria.

Questo è il risultato ottenuto.


Thursday, November 7, 2013

Le sostanze coloranti (seconda parte)


Coloranti sintetici, offro una grande varietà di colori e sono descritti come più stabili ed economici, la loro numerazione va dal n. 10.000 al 74.999.

I PIGMENTI
Vengono classificati in organici, lacche, inorganici, perle, metallici, vediamo nel dettaglio.



Caratteristiche
Descrizione
I colori
Limiti
Organici
Offrono colorazioni più luminose e sature rispetto agli inorganici
Come dice il nome sono di origine organica
Ricordiamo il nero fumo
(CI 77266)
Gamma di colori limitata
Lacche
I colori sono stabili e brillanti
Derivano dalla precipitazione di un colorante solubile, ma sono pigmenti insolubili


Inorganici
Vengono utilizzati soprattutto nel make up. Sono i più stabili alla luce ed al calore.
Possono essere sia di colorazione bianca che colorata
Ossidi di ferro: giallo, rosso, nero (unendoli si ottengono varie tonalità di ciprie e fondotinta)
Violetto di manganese (CI77742),viene utilizzato per intensificare le tonalità degli ossidi di ferro.
Ferrocianuro ferrico (CI77510) noto anche come blu di prussia, colore blu.
Ossidi di cromo: Chromiun Hydroxide green (CI77288) e Chromiun Oxide Green, sono di colore verde.
Biossido di titanio (CI77891), colore bianco, molto coprente, diverso da quello utilizzato nei (le particelle sono di grandezza diversa).
Gli Oltremare, sono solfo silicati di alluminio, possono essere blu, rosa, rossi e viola, ma vengono indicati tutti con il numero CI 77007

Possono contenere impurità costituite da metalli pesanti.
Perle organiche
In generale le ‘perle’  sono pigmenti perlescenti formati da metalli in forma di sottili scaglie

Le perle inorganiche derivano dalle scaglie di pesce (CI75170), l’effetto è argentato
Il costo elevato ne ha ridotto l’utilizzo.
Perle inorganiche


Ossicloruro di bismuto(CI77163), effetto è perlato argenteo, il pigmento è fotosensibile.
Mica (CI77019) è un silicato di alluminio e potassio noto come Sericite
Il borosilicato (INCI: Calcium sodium Borosilicate) viene utilizzato come alternativa alla mica.
Flouroflogopite (INCI Synthetic flouroplogopite) è una mica sintetica, è più bianca della mica e più riflettente

Metallici
Sono costituiti da particelle di metallo, alluminio, rame o bronzo ricoperti ad es. da silice o allumina idrossido
Hanno un alto potere coprente e riflettente.


Debbono essere trattati altrimenti si ossidano se introdotti in prodotti contenenti acqua.